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lunedì 6 luglio 2015

Specializzazioni e potere


Archiviato il sogno televisivo tornai alla realtà e nel mondo reale, ho imparato a mie spese, che non ci sono cose belle, ma solo una serie di difficoltà da affrontare.
Mi ero laureata da un po' e non riuscivo a trovare lavoro, vagavo per siti internet e compravo giornali dedicati alle ricerche di personale, ma ero ancora disoccupata. Pensai bene di frequetare un master, forse una maggiore preparzione mi avrebbe aperto le porte per il successo, così iniziai a reperire informazioni e la scelta fu ardua perchè ogni ente ormai offriva dei corsi di specializzazione a pagamento. Decisi di frequentare un master che fosse realizzato da un'università, perchè pensavo che offrisse maggiore credibilità agli occhi delle aziende.
Il master più ambito è quello offerto da un'università italiana che è forse una delle più antiche, la motivazione è da ricercarsi nel semplice fatto che una banca affianca i corsi e i pochi aletti al termine del percorso formativo vengono assorbiti dal famoso istiuto di credito.
Ingenuamente mi armai di libri e iniziai a studiare per affrontare le preselezioni.
Penso che la via vita avrebbe avuto tutt'altro corso se non avessero predominato come sempre le strammaledette logcihe di potere.
Il master prevedeva due rette dell'ammontare di circa 5.000 euro, non aveo tutti quei soldi, ma ero pronta a impegnare tutti i miei risparmi e a lavorare per finire di pagare ogni minima spesa.
La mattina delle preselezioni ero molto agitata e mi presentai nel luogo prestabilito molto prima degli altri concorrenti.
Timidamente mi sedetti nell'atrio ad attendere l'arrivo del momento in cui avrei potuto mostrare la mia preparazione, ma solo dopo mi resi conto che a nessuno sarebbe importato ciò che negli anni di studio avevo apppreso.
Mentre mi ero persa nei miei pensieri arrivarono diverse persone, giovani e meno giovani, fra loro un uomo di mezza età mi si avvicinò quasi incuriosito. Capivo che c'era qualcosa di strano in lui, era come se la mia presenza gli desse fastidio e in effetti forse davvero lo avevo infastidito contro il mio volere.
"Buongiorno" mi disse guardandomi negli occhi.
Risposi al suo saluto e prima ancora che potessi dire altro mi chiese "Lei è qui per il master?"
Ancora una volta risposi educatamente e ancora una volta non mi diede il tempo di aggiungere altro.
Si presentò come docente di economia dell'università, mi chiese che tipo di laurea avessi conseguito perchè non ricordava di avermi mai visto.
Risposi timidamente "Economia", poi con un filo di voce spiegai che non mi ero laureta in quell'università, ma in un'altra e per questo motivo non mi aveva mai incontrata.
L'uomo non nascose più il suo totale disappunto nei miei confronti e con aria di sfida disse "Lei crede davvero che non essendo laureta nella nostra università possa riuscire a conquistare un posto nella mia aula? Questa università da sempre forma il personale che viene successivamente assorbito dal nostro istituto di credito. Lei non ha una possibilità su un milione di entrare. A mio avviso può anche fare a meno di sostenere la prova perchè se si guarda intorno ci sono decine di nostri studenti, di nostri concittadini"
Non potevo credere alle mie orecchie, perchè non era stato scritto a chiare lettere sul bando che la partecipazione di persone non residenti e non laureate in quella università non erano gradite?
Le logiche di potere creano degli assurdi meccanismi che influenzano, dolenti o nolenti, la vita delle persone che credono nella genuinità delle cose.
Naturalmente sostenni la prova preselettiva, anche se il risultato era scontato...
 A testa bassa tornai a casa, sapevo che una grande opportunità era purtroppo sfumata, ma a distanza di tempo capii che in realtà un'opportunità non mi era mai stata concessa...