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mercoledì 1 luglio 2015

Spot pubblicitari

In quella selezioni vidi per la prima volta uno spaccato della società italiana, le stesse situazioni di corruzione e di degrado societario le ritrovai anni dopo quando mi affacciai al vero modo del lavoro, quello in cui cerchi di conquistare una posizione che corrisponde al profilo professionale che ci si è costruiti con impegno e dedizione alla materia.
In quella sede fui licenziata con un “Le faremo sapere, tipico di chi ti sta scaricando ma cerca un modo elegante di mandarti a quel paese”.
Tornai a casa delusa, quello che per anni non avevo voluto vedere abbagliata dalle luci e dai riflettori dello spettacolo lo avevo vissuto sulla mia pelle e come un cane bastonato ero costretta a lasciare la mia posizione per una più attinente alla realtà ma molto più difficile da accettare.
Cosa volevo che fosse realmente accaduto dopo quel giorno non lo so, ma il mondo fatato dello spettacolo non mi sembrava più così scintillante.
Il tempo si sa è la migliore medicina per guarire le ferite e proprio di tempo ebbi bisogno per incassare il terribile colpo. Trascorse quasi un anno, poi fui tentata dalla pubblicità a partecipare nuovamente a un concorso di bellezza. Pensavo che cambiando regione avrei vissuto un’esperienza diversa da quella che avevo avuto, ma mi sbagliavo di grosso. Personaggi loschi si aggiravano intorno allo "stormo" di ragazze arrivate da tutta la regione, parenti e genitori argogliosi della propria prole discutevano animatamente i risultati definitivi delle selezioni, persone di ogni tipo criticavano le partecipanti sognando di essere al posto di ciascuna di loro.
Quella fu l’ultima volta che salii in passerella, ne avevo avuto davvero abbastanza.
Quando decidi di partecipare ai casting pensi che sarà come fare una chiacchierata con delle perosne che non conosci, ma in realtà la tensione cresce minuto dopo minuto quando sei nei corridoi a passeggiare nervosamente aspettando il tuo turno.
Ora non ricordo quale fu il casting immediatamente successivo, ma ricordo che ne feci uno per realizzare uno spot pubblicitario sui capelli.
L'annuncio parlava chiaro: cercavano una figura femminile che avesse capelli belli, forti e rigogliosi da mostrare in tv all'intera nazione per convincere le persone a comprare un determinato prodotto.
Ho sempre avuto i capelli lunghi e più o meno belli.
Mi ero fatta 6 ore di macchina per giungere sul luogo prestabilito e altrettante ne avrei dovute fare per tornare a casa. Avevo passato la notte a lisciare i capelli e la mattinata a tentare di realizzare un trucco decente.
Come ogni casting che si rispetti l'occasione aveva richiamato una fila interminabile di ragazze, tutte molto belle, tutte truccate e pettinate come star, tutte animate dallo stesso desiderio di essere le elette.
Mentre attendevo il mio turno in piedi seguendo una fila ordinata vidi arrivare una ragazza che aveva al seguito tutta una serie di persone... era diversa dalle altre, aveva un'aria spavalda e trasmetteva una tale sicurezza di se che quasi mi intimoriva. Non aveva dei bei capelli, erano crespi e visibilmente sfruttati dalle decine di tinte che negli anni aveva fatto. Era magra da far paura, sfoggiava borse e scarpe delle migliori firme della moda, se metto insieme il valore delle cose che portava addosso penso di arrivare a una cifra che supera di gran lunga quanto guadagno in un anno.
La ragazza non seguì la fila, si fermò poco prima dell'inizio, ci guardò con aria di superiorità, poi scambiò qualche parola con le persone che erano al suo seguito e una di loro si avviò verso la scrivania della "giuria". Qualche istante dopo la ragazza fu invitata a raggiungere la postazione.
Mentre a ogni candidata veniva fatta una foto e veniva concesso qualche minuto per presentarsi, a lei vennero scattate tutta una serie di foto (sembrava che stessero già effettuando il servizio fotografico) e per lei non fu necessario alcuna presentazione.
Dopo quella scena avrei voluto andr via, ma spettai ancora il mio turno, avevo fatto tanta strada e pensai che valesse la pena almeno presentarmi. Raggiunsi la postazione riservata alle concorrenti circa un'ora dopo, avevo il cuore in gola, ma a nessuno della giuria importò, perchè a quanto pare erano impegnati a fare altro. Risposi alle domande che mi vennero avanzate da una donna mentre il resto delle persone sedute dietro quella scrivania restava a testa bassa facendo i cavoli propri. Fui licenziata con un "Le faremo sapere" ma sapevo che non avrei sentito nessuno nei giorni a venire. Quando venne il momento lo spot fu realizzato e guardando la tv ebbi la conferma che la ragazza scelta era la stessa che aveva ricevuto il trattamento di favore ai casting. Le avevano rifatto il trucco, cambiato il colore e il taglio dei capelli, ma era lei, l'avrei riconosciuta fra mille...
Ora capivo perchè aveva quell'aria spavalda e sicura di sè, sapeva già di aver vinto...