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sabato 4 luglio 2015

Come Cenerentola

Mi sentivo una star, avevo sempre sognato di essere scortata da un'auto a noleggio privato, avevo sempre desiderato entrare in uno studio televisivo e conoscere personalmente quelli che comunemente vengono chiamati vip.
Fui accolta con estrema gentilezza, ma mi accorsi che c'era qualcosa che non andava subito dopo aver sorriso dimostrando tutta la mia felicità.
In tutte le foto che avevo messo su internet non sorridevo e il mio sorriso aveva qualcosa che al regista non piacque affatto: l'apparecchio ortodontico.
Portavo l'apparecchio sebbene fossi un po' in avanti con gli anni, generalmente è nel periodo adolescenziale che vengono corretti i difetti estetici o di occlusione: io avevo 24 anni eppure avevo ancora quegli orribili "bottoni" di metallo attaccati ai denti.
In verità in commercio c'erano già gli apparecchi ortodontici trasparenti, quelli bianchi e belli che fai fatica a distinguere nello scintillio di un candido sorriso, ma io avevo il modello rudimentale, perchè anche il mio dentista era rudimentale!
Avevo come dentista un medico definito nel mio paese un luminare, ma per sette anni giocò a tetris con i miei denti senza ottenere alcun risultato e tutto alla modica cifra di 5 milioni di lire.
Ora che ci penso dei risultati li ottenne: mi fece diventare sorda da un orecchio e mi regalò una carie su ogni singolo dente (dovuta alla presenza di quegli orrendi bottoni che non permettevano in nessun modo di ottenere un'eccellente pulizia dei denti).
Perdonate la divagazione, ma era doveroso dedicare qualche minuto a un vero luminare della medicina!
Torniamo al mio giorno di gloria e alla totale disperazione di autori e registi quando si accorsero dell'inconveniente. Devo ammettere che anche fra loro c'era qualche genio che obiettò "ma non possiamo toglierlo?". A questa domanda avrei voluto rispondere "E secondo te se avessi potuto toglierlo mi sarei presentata qui munita dei denti di Edward mani di forbice?", ma optai per una risposta più diplomatica " purtroppo è un'apparecchio fisso, se qualcuno di voi sa toglierlo o potete chiamare un dentista, per me potete liberarmi da questa trappola infernale!"
Nessuno di loro replicò, il regista si grattò il capo e fece cenno di seguirlo.
I corridoi dello stabile adibito a camerini erano di granito scintillante, sembrava un albergo di lusso di quelli che avevo visto solo in televisione, perchè ad essere sincera in hotel ero stata solo all'età di 11 anni in gita a Perugia e non era affatto una struttura lussuosa!
Attraversai sotto lo sguardo attento di autori e registi il cortile che separava i camerini dallo studio televisivo e mentre cercavo di trattenere lo stupore per le tante meraviglie che avevo intorno giunsi a destinazione.
Un uomo segnato dalla malattia stava provando in compagnia di una donna le battute da lanciare in onda e con lei stava decidendo i tempi tecnici della trasmissione. Mi ricordò che fu molto galante e quando entrai si accorse subito della mia presenza. Si fermò, rivolse su di me il suo sguardo e mi ringraziò per aver accettato di far parte di una delle puntate del suo show.
Ero felice come non mai, per anni lo avevo seguito e osannato dal divano di casa mia e ora lo avevo davanti a me in carne e ossa (o almeno in quello che ne restava, poichè la salute purtroppo lo stava abbandonando).
Uno dei registi gli fece notare che portavo l'apparecchio ortodontico e che avrei dovuto non averlo perchè nella maggior parte dei casi il piccolo schermo richiede la perfezione. Lui si arrabbiò prima ancora che il suo interlocutore finisse di parlare, poi si voltò verso di me e disse " Ti chiedo scusa se anche in televisione ogni tanto il cervello va in blocco! Sei splendida e non ha alcuna rilevanza che tu abbia o meno un'apparecchio ortodontico, hai uno splendido sorriso, nessuno si accorgerà del resto. Se poi per te non è un problema possiamo ironizzare un po' sulla cosa, ma solo se ti va."
All'improvviso quel piccolo senso di angoscia che era comparso nel momento in cui avevo incontrato la disapprovazione di alcune persone della produzione sparì e le lacrime mi velarono gli occhi. Feci molta fatica a trattenerle e lui lo notò, così mi disse "Vai tesoro, vai a prepararti, che tra poco si inizia".
Avevo la sua approvazione ed ero al settimo cielo, solo allora mi accorsi che non ero la sola a gioire, con me aveva temuto il peggio anche colui che mi aveva selezionata. Un ragazzo timido e impacciato aveva rischiato parecchio mettendo in gioco il suo ruolo (di stagista precario) per portarmi in tv e costringendo la produzione a finanziare biglietti aerei e un pernottamento in un hotel di lusso nei pressi degli studi televisivi.
Ma chi era quel ragazzo che era stato così gentile con me? Perchè mi aveva regalato un'opportunità? Non lo conoscevo ancora, ma avevo come l'impressione che fossimo amici da anni... comunque andando avanti nel tempo lo avrei scoperto...