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domenica 5 luglio 2015

Cenerentola e la fine del ballo...

Mi fu assegnato un lussuoso camerino con i divanetti rossi. Due enormi specchi riflettevano la mia immagine e un bagno corredato di tutto l'occorrente era a mia completa disposizione per toilette e doccia.
Aprii la valigia e presi tutto l'occorrente per mettermi a mio agio, poco dopo qualcuno bussò alla mia porta.
Aprii con un po' di diffidenza, mio fratello era con me, stava mangiando dei biscotti sul divano mentre cercava di capire se c'erano telecamere nascoste che fungessero da spia.
Quando la porta si schiuse, davanti a me avevo due ragazzi uno biondo e uno moro, entrambi inviati dalla produzione per prepararmi ad affrontare il mio pubblico.
Avrei dovuto sostenere una sorta i intervista e vi assicuro ce non è facile parlare davanti a centinaia di persone. Quando la lucetta rossa si accende vuol dire che la telcamera è te che sta riprendendo e tu devi dare il meglio di te per rendere lo spettacolo piacevole ma soprattutto per non fare una mega figura di merda...
I due ragazzi si presentarono come gli autori del programma e uno di loro era colui che aveva rischiato per portarmi dall'altro lato della nazione nel mondo fatato della televisione.
Mio fratello rimase in silenzio, mentre io discorrevo con i due cercando di capire al meglio quale fosse il mio ruolo all'interno della trasmissione e cosa il pubblico e la produzione si aspettasse da me.
Quel pomeriggio fu molto intenso. Risposi a mille domande cercando di vincere la timidezza e allenandomi a essere pronta per il grande evento.
Tre ragazze si aggiunsero al gruppo trascinando nel mio camerino un carrello di abiti corredato di ogni sorta di accessorio, avrei dovuto sfoggiare un abbigliamento adatto per non creare il famigerato buco di colore nell'inquadratura. Per me fu scelta una gonna e una maglia imitate dalla collezione di Dolce  & Gabbana, era un bel completo se non fosse stato per delle calze di colore imbarazzante che mi fecero sembrare un ranocchio accentuando le imperfezioni delle mie gambe.
Le scarpe erano dei sandali altissime due numeri più grandi del mio, le strinsi più che potevo, ma camminavo come una papera che nuota senza regole in uno stagno...
Dalle 2 di pomeriggio fino alle 8 di sera passai da un restyling all'altro: trucco, parrucco, portamento, dizione, abbigliamento, ecc. ecc.
 Quando entrai nello studio ero completamente trasformato, il brutto anatroccolo era diventato un cigno e mi sentivo così felice che quasi avrei volto morire perchè non pensavo che il mio cuore potesse sopravvivere a una gioia più grande.
Era il mio momento di gloria. Per anni avevo subito il potere degli altri, ma ora per la prima volta ero al centro dell'attenzione di tutti e tutto il programma ruotava intorno a me.
Non so perchè la gente è cattiva, ma anche fra quelle persone che non conoscevo qualcuno cercò di turbare la mia serenità.
Avevo capito che quel ragazzo che aveva scelto me fra migliaia di ragazze per vivere un sogno chiamato tv non mi aveva scelta a caso, ma aveva scelto la ragazza che più rispondeva ai suoi gusti personali. Solo col tempo seppi che gli piacevo e che avrebbe voluto approfondire un amicizia forse mai nata davvero.
Le sue attenzioni le scambiai per esigenze di copione, per punti fondamentali per rendere eccellente la mia partecipazione al programma, ma in realtà la sua era una profonda simpatia nei miei confronti che io non ero pronta a ricambiare perchè a casa ad aspettarmi c'era il mio vero fidanzato, quello che amavo e che ero pronta a portare all'altare.
Non ci furono avance, nè corteggiamenti, solo gentilezza ed educazione, qualce sguardo in più mi face capire, ma solo il suo collega mi  mise al corrente della situazione.
Fu un sollievo sapere di non averlo ferito, mi aveva regalato un sogno e io non avrei voluto mai ripagarlo col dolore. Rimanemmo amici per un po' di tempo, poi la vita porta a strade diverse e tante volte le conoscenze si perdono negli impegni quotidiani.
Ma torniamo alla cattiveria delle persone, certe volte chiacchierando per il filo del discorso narrando fatti ed eventi e tralasciando il perchè ero giunta a parlare delle varie situazioni.
Ciò che minaccio la serenità della mia serata di gala fu la cattiveria gratuita delle costumiste, tre ragazze normali che si finsero gentili e disponibili, ma che con occhio vigile scrutarono me, il mio modo di fare e il mio stesso corpo mentre misuravo i diversi abiti in cerca della mise giusta per l'occasione. Mi definirano "una grossolana ragazza di campagna, più carina vestita che spogliata, tutt'alto che formosa e con capelli lunghi ma vistosamente sfibrati!"
Che razza di persona si mette a criticare così aspramente una ragazza che neppure conosce,  senza un minimo di pietà arrivanto a sottilineare persino i difetti dei suoi capelli?
Me lo chiesi quel giorno e a distanza di più di 10 anni me lo chiedo ancora.
Non avevo fatto nulla di male per meritarmi un giudizio così spietato, ero stata gentile e sorridente, avevo cercato di essere tutto quello che la produzione volesse che fossi e non avevo mosso alcuna obiezione a nessuna delle cose che loro avevano scelto per me, ma evidentemente non era abbastanza, quelle ragazze erano investite da un potere che io non potevo avere, loro lavoravano per un mondo diverso dal mio a cui io non appartenevo e a cui ( aloro giudizio) non avrei potuto nemmeno affacciarmi. Interpretai la loro triste affermazione come la volontà di mettere a tacere le ambizioni di una goffa una ragazza di provincia, non era quello il posto per me e doveva essere ben chiaro.
Non toccai cibo tutta la giornata, volevo essere in gran forma davanti alle telecamere, il mio ventre doveva essere perfettamente piatto e il mio alito profumato (mangiai un bel po' di dentrificio per mascherare la mia palese fame e ingoiai qualche compressa in più di un noto formaco per bloccare la diarrea, giacchè soffro di colite spastica).
La trasmissione andò benissimo, le mie apprizioni registrarono il picco della puntata, avevo realizzato il 27 % di share e gli autori erano soddisfatti.
Quando le telecamere si spense Cenerentola aveva finito il gran ballo. Il presentatore venne da me per abbracciarmi e per ringraziarmi per tutto quello che avevo fatto per lui e per il suo programma.
Quel ragazzo gentile scortò me e mio fratello in hotel, poi proseguì sparendo nel buio della notte.
La mia giornata di gloria era giunta al termine, ma l'eco di quella mia prima apparazione in tv mi accompagno per molti mesi ancora...
Feci parlare di me tutto il paese e anche i paesi limitrofi. All'improvviso sembrava che il mondo intero avesse seguito la mia apparizione. Fu un indimenticabile esperienza che ancora oggi custodisco gelosamente nel mio cuore.
Naturalmente i maligni ebbero molto da dire su tutta la vicenda, ma l'oscar della perfida stronza va con grande merito a una signora che si spinse fino a casa di mia suocera per muovere le sue più tremende critiche... ricordo ancora le sue parole:
"Ho visto Nadia in televisione, è ingrassata, una volta era più bella, ora insomma, diciamo che si è rovinata ...e poi come si era conciata, con quelle terribili calze!"
Le sue parole testimoniano come da Nord a Sud la cattiveria delle persone sia sempre uguale... tre ragazze che non conoscevo mi avevano accolta nel loro ambiente con un sorriso ipocrita, cogliendo la prima occasione per farmi a pezzi, poi nel focolare domestico una donna che conoscevo da anni con delle figlie tuttaltro che longilinee si era spinta fino a casa di mia suocera per rendere noto tutto il suo disappunto nei miei confronti e nei confronti del mio essere una ragazza normale con sogni e ambizioni...
Non ho mai preteso di capire completamente le motivazioni di queste persone, ma mi piacerebbe sapere cosa passa per quelle loro teste incredibilmente vuote...