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lunedì 27 giugno 2016

Il premio nobel per l'economia evidenzia il fallimento dell'euro a causa dello strapotere tedesco

Già due anni fa Josip Stiglitz aveva annunciato che l'Euro era un fallimento a causa delle politiche tedesche e oggi alla luce di ciò che sta accadendo sui mercati mondiali e dopo la famigerata Brexit, ne abbiamo le prove tangibili!
Anche Fazio ex Governatore della Banca d'Italia dimostra come l'euro stia inevitabilmente trascinando l'Italia verso un baratro.
La Germania dal canto suo tiene le file di un'Unione Europea che ormai dirige da sola, dopo l'imminente uscita della Gran Bretagna e nonostante Renzi e Hollande facciano molte chiacchiere, lo strapotere della Merkel è indiscusso!
Stiglitz ha analizzato attentamente la questione europea e fa notare come il comportamento scorretto dei tedeschi pregiudichi l'intera economia. Il premio nobel afferma che la Germania mette da parte ogni anno 300 miliardi di euro, lasciando tutti gli altri paesi in deflazione e questo li proietta verso una bassa crescita e inevitabilmente verso la disoccupazione. Se la Germania non rimette in circolo quei 300 milioni di euro, il pluripremiato economista, afferma che non c'è futuro né per l'Europa, né per l'euro.
La Gran Bretagna ha senz'altro inteso il problema e rimettendo al popolo la decisione sul futuro economico del paese ha scelto di abbandonare questa nave che affonda!
E l'Italia? Il nostro paese e il nostro Presidente del Consiglio continuano a sperare di far parte di qualcosa di grande e mentre Renzi si preoccupa di regalare la maglia della Fiorentina Calcio alla cancelliera, la Polizia di Stato italiana acquista come auto di servizio delle Renaut e non delle auto italiane!
L'economia italiana va a rotoli, non abbiamo posti di lavoro perchè le nostre fabbriche chiudono e si trasferiscono all'estero e noi imperterriti continuiamo a comprare prodotti stranieri anziché incrementare il Made in Italy!
La settimana scorsa anche il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha criticato la politica tedesca, infatti il persistente surplus della Germania nel saldo con l'estero è una delle principali cause dei tassi bassi. Naturalmente la Germania guadagna ancora di più da questa situazione perché grazie ai tassi bassi l'euro è stato svalutato e con una svalutazione della moneta i prodotti tedeschi sono più competitivi sul mercato internazionale e fuori dall'Eurozona.
Insistendo con austerità durante la crisi dell'Eurozona, e non aumentando la spesa per investimenti in patria, Berlino ha contribuito in modo decisivo a deprimere la domanda aggregata, sia nei confini nazionali che in quelli dell'intera Europa.
Ancora una volta il premio nobel per l'economia, Stiglitz, sottolinea la responsabilità tedesca in questa grossa crisi che sta mettendo in ginocchio i paesi dell'Unione Europea e lo fa affermando che "Il vero problema dell'Eurozona è la Germania, non la Grecia!"
In teoria una soluzione ci sarebbe per uscire da questa crisi e sarebbe davvero semplice: Berlino dovrebbe tagliare le tasse e aumentare la spesa per gli investimenti. La Germania ha i margini per compiere questa manovra, ma purtroppo non ha nessuna intenzione di muoversi in questo senso perché la regola del pareggio di bilancio lo impedisce.
La conseguenza del loro assurdo comportamento è che fino a quando la Germania resterà nell'euro, gli squilibri non potranno essere corretti.
Quanto tempo impiegherà l'Italia a capire che bisogna fare qualcosa di concreto per non precipitare più in basso di quanto ormai non sia?
Con l'uscita della Gran Bretagna dall'euro, la Germani acquisterà ancora più potere all'interno dell'Unione e se già l'economia europea stava soffocando grazie alle loro mosse deleterie, ancor di più pagheremo le conseguenze del loro assurdo e ingiustificato strapotere.
Sveglia Italia, sveglia popolo italiano, la Germania ci ha portato alla miseria con Hitler durante la seconda guerra mondiale e ora ci sta distruggendo con la Merkel in questa assurda Unione Europea che a dire il vero sembra più una Unione Tedesca!


domenica 26 giugno 2016

Italia: debiti, povertà e Vaticano

L'Italia è ormai in crisi da diverso tempo e i governi tecnici che si sono succeduti non hanno fatto altro che peggiorare la situazione.
Tutti hanno applicato tagli da tutte le parte, tutti hanno ampliato il debito pubblico e nessuno ha preso dei provvedimenti semplici e sicuramente importanti per il risanamento del paese.
L'Italia è un paese in cui gli sprechi sono ormai all'ordine del giorno, ma se oltre ai nostri ci accolliamo anche quelli degli altri, allora è normale che lo Stato stia morendo.
Virginia Raggi, il neo sindaco di Roma, promette di far pagare l'IMU agli immobili del Vaticano usati per scopi commerciali e così l'opinione pubblica si scatena.
I soliti signori ben pensanti si schierano a favore del Vaticano sperando di guadagnarsi un posto in paradiso, ma non si rendono conto che in Cielo ci sono i Santi, mentre in terra ci sono i soldi!
Parliamo di case, palazzi, alberghi, ristoranti, scuole private a pagamento, istituti e tanto altro ancora gestiti dal Vaticano e che fruttano alla Chiesa centinaia di migliaia di euro e per il quale lo Stato Pontificio non paga assolutamente niente.
Sapevate che l'acqua consumata dal Vaticano la paga il comune di Roma?
La cifra che il Vaticano evade annualmente si aggira intorno ai 404.000.000 di euro l'anno.
Avete capito bene, ben 404.000.000 di euro che finiscono nelle tasse e nelle bollette che devono pagare gli italiani!
Carità cristiana sì, ma sfruttamento no!
Io sono cristiana e credo in Dio e nel vangelo, credo nella Bibbia e nei Santi, ma non credo agli uomini che si arricchiscono con la fede e la disperazione della gente!
Perché il Vaticano non deve pagare l'acqua se la consuma? Perché non deve pagare le tasse sugli incassi che fa in Italia? Perché noi dobbiamo accollarci le loro spese e pagare per i loro sprechi?
A Roma ci sono circa 300 case per ferie di proprietà di Enti Religiosi che vengono usate per fini commerciali e chi paga le loro spese? Noi...
Mentre la povera gente non ha soldi per comprare da mangiare ai propri figli è costretto a pagare le spese del Vaticano, perché badate bene che questi 404.000.000 di euro vengono ripartiti sui contribuenti e guardate un po'? I contribuenti siamo sempre noi, gente onesta e lavoratrice che fatica ad arrivare alla fine del mese!
Il Vaticano possiede circa un milione di strutture immobiliari in tutto il mondo per un valore totale che si aggira intorno ai 2 mila miliardi di euro... non so neppure scrivere una cifra del genere!
Tutti i giorni la Chiesa invita i fedeli a fare la carità ai poveri, così i poveri fanno la carità ad altri poveri, mentre il Vaticano?
Avete idea di quanti tesori siano custoditi nei Musei Vaticani?
Se la Chiesa vendesse  quei tesori e usasse i soldi per aiutare davvero i bisognosi, allora sì che si potrebbe parlare di carità cristiana, se il Vaticano rinunciasse ai privilegi fiscali e si spogliasse delle sue ricchezze come ha fatto San Francesco d'Assisi, per donarle ai poveri, allora sì che assisteremmo al compimento di un miracolo... ma quel miracolo i vertici del Vaticano non vogliono farlo, a dire il vero nemmeno lo hanno mai preso in considerazione, i miracoli li pretendono da noi, con il 5 per mille alla Chiesa cattolica, con le offerte durante le funzioni religiose, con la carità a chi sta peggio di noi, con la copertura di quelle bollette che loro si rifiutano di pagare!
San Padre Pio non voleva la ricchezza, maltrattava chi lucrava sulla sua immagine, eppure le sue foto sono in vendita come in vendita sono le decine di migliaia di oggetti che riportano il suo Santissimo volto.
Tutto questo mi riempie il cuore di tristezza e posso solo dire "Forza Virginia, perché sono sicura che Dio è con te, perché Dio non vuole privilegi, siamo tutti suoi figli!"


sabato 25 giugno 2016

Brexit: Un gruppo di parlamentari britannici lancia una petizione per un nuovo referendum e un milione di persone la firma

Dopo poco più di 24 ore dal risultato storico del referendum britannico sull'uscita della nazione dall'Unione Europea, un gruppo di parlamentari  promuove una petizione per indire un nuovo referendum sulla questione. In poche ore sono state raccolte oltre un milione di firme, cosa significa?
I britannici si sono forse pentiti della loro scelta o si sono resi conto delle conseguenze devastanti di questa decisione?
Con la petizione, i promotori chiedono al governo una regola in base al quale se la preferenza al "Remain" o al "Leave"  è sotto al 60% su un'affluenza inferiore al 75% della popolazione votante, allora dovrebbe essere indetto un nuovo referendum.
Ricordiamo che i risultati definitivi hanno visto il Leave prevalere con il 51.9% dei consensi. In pratica i britannici che hanno votato per il Leave sono stati 17.410.742, mentre quelli che si sono espressi a favore del Remain sono stati 16.141.241. La differenza è in effetti poco consistente ed espressa in punti percentuali ci si rende conto che si tratta davvero di uno scarto minimo che acquista ancora più valore se si considera il fatto che solo il 72,2% dei votanti si è recato alle urne. 
Scozia, Irlanda del Nord e Londra hanno votato largamente per il Remain, mentre il Leave ha trionfato in Galles e nel resto dell'Inghilterra. 
Il fronte Remain vuole forse fare  appello a quel 27,8% della popolazione per raggiungere il proprio obiettivo? 
Comunque sia, da questa azione si evince sicuramente il tentativo disperato di invogliare la popolazione britannica a ripensare sulla questione alla luce del crollo improvviso della sterlina e delle Borse mondiali.
La petizione che, come previsto, ha superato le 100.000 firme, sarà valutata dalla commissione incaricata e, nel caso, presentata in parlamento.
Intanto Change.org ha rivolto un appello al sindaco di Londra Sadiq Khan per una "secessione" della capitale britannica, dove i sostenitori del  'Remain' sono stati la maggioranza, dal resto del Regno Unito.
Cosa succederà staremo a vedere, ma per il momento questo desiderio di ribellione a Unione Europea tiranna dovrebbe farci riflettere...



venerdì 24 giugno 2016

Brexit: La Gran Bretagna è fuori dall'Unione Europea! E l'Italia resterà a guardare?

La Gran Bretagna è una monarchia, rappresentativa, ma pur sempre una monarchia, eppure è forse la nazione più democratica nel contesto europeo e in quanto tale ha permesso ai cittadini di prendere la decisione più importante della storia. 
E' ufficiale, dopo il referendum di ieri, la Gran Bretagna è fuori dall'Unione Europea. 
Piovono commenti da tutto il mondo su questa decisione storica che modificherà inevitabilmente l'economia internazionale..
Trump, entusiasta, giudica positivamente la scelta dei britannici coraggiosi che hanno saputo dire basta allo strapotere di un' Unione Europea forse fin troppo al servizio di una Germania autoritaria.
Se l'Inghilterra è felice di aver votato a favore dell'allontanamento dall'Europa, Scozia e Irlanda del Nord restano dubbiose e colgono l'occasione per rilanciare l'ipotesi di uscire dalla Gran Bretagna per prendere le distanze da quello che ritengono un vero e proprio azzardo.
La sterlina stamattina è stata svalutata del 30%, i mercati mondiali sono al ribasso e Cameron ha rassegnato le dimissioni!
Cosa succederà adesso?
La maggior parte dei britannici si rende conto di aver compiuto un passo epocale ed è convinta che dopo un inizio difficile l'economia del paese risorgerà libera e indipendente, come lo era un tempo prima di aderire a un'Unione Europea che ha inevitabilmente impoverito la nazione.
Mi chiedo come possano gli italiani non cogliere nell'esemplare coraggio britannico, lo stimolo per realizzare finalmente un cambiamento. Abbiamo avuto tre governi non eletti dal popolo, siamo governati da un uomo investito da un potere che nessun cittadino ha scelto di conferirgli, siamo stati svenduti alle banche, agli immigrati e a chi ha voluto e saputo approfittare di noi, in nome di un'Unione Europea che non esiste, in nome di una realtà costruita a tavolino da uomini e donne di potere.
Le conseguenze? Disoccupazione ai massimi storici, disordine nelle città, sovraffollamento delle carceri e degli ospedali, diffusione di malattia un tempo debellate nel nostro paese, aumento delle tasse e delle imposte, diminuzione dei diritti dei cittadini italiani a favore di quelli stranieri.
La Germania tiene le fila di un'Europa schiava delle banche e della massoneria, da sapiente burattinaia mette in scena un teatrino in nome del Dio Spread che fa salire e scendere a suo piacimento.
Dov'è il coraggio degli italiani? Dov'è il patriottismo o lo spirito di un popolo unito?
Non c'è, non esiste al di fuori di uno stadio di calcio! E' triste ammetterlo, ma purtroppo gli italiani si sentono parte della nazione solo  davanti a un campo di pallone, mentre per il resto lasciano che popolazioni intere invadano il loro territorio, lasciano che  dei prodotti orribili portino il marchio 'made in Italy' sebbene non ne abbiano alcun diritto, stipulano accordi per l'importazione di  frutta e verdura che in realtà sono capaci di produrre da soli.
Quanti di voi sanno che siamo costretti a importare arance dal Marocco mentre le nostre arance calabresi e siciliane marciscono perché non c'è posto per collocarle sul mercato?
Quanti di voi sanno che importiamo Gas e Petrolio quando ci sono regioni italiane in cui potrebbero essere estratti?
Quanti di voi sanno che importiamo energia elettrica dalle centrali nucleari poste ai confini della Francia mentre l'Italia grazie al suo paesaggio naturale potrebbe sfruttare le energia rinnovabili?
Il Governo Renzi e anche i governi che lo hanno preceduto, hanno prima diminuito e poi abolito gli incentivi per supportare la diffusione delle energie rinnovabili (eolica, solare, idraulica), favorendo così l'acquisto di energia dall'estero, ma a che pro?
Ci sono giochi di ruoli e di potere che non saremo mai in grado di capire, ma che dobbiamo però iniziare a contrastare se non vogliamo essere schiacciati dalle lobby dei potenti.
Le elezioni comunali hanno portato un'ondata di speranza, la speranza che gli italiani si siano finalmente svegliati e abbiano capito che occorre riprendersi il paese.
Possa il coraggio britannico essere il simbolo di un mondo che si ribella ai compromessi, possa la Gran Bretagna rifiorire e diventare l'esempio da seguire per ottenere equilibrio e credibilità sul fronte internazionale.
Possa l'Italia diventare partecipe di un cambiamento costruttivo iniziato, ironia della sorte, in una monarchia che in realtà è più democratica della nostra ridicola democrazia... 

mercoledì 22 giugno 2016

Brad Pitt, Madonna, Johnny Depp e Michelle Obama sul Lago Iseo

Oggi vorrei soffermarmi su un evento che ha fatto rimbalzare sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo le bellezze della nostra Italia. Mi riferisco alla passerella allestita sul Lago Iseo da uno straordinario artista bulgaro conosciuto come Christo.

Si tratta di un'opera straordinaria che ha spinto migliaia di visitatori a raggiungere la Lombardia per concedersi una passeggiata sulle acque del meraviglioso lago.
L'artista suggerisce di compiere il percorso scalzi per gustare al meglio la meraviglia di un'esperienza unica nel suo genere.
La località è stata presa d'assalto da turisti provenienti da tutto il mondo e fra loro non potevano mancare nomi illustri del calibro di Michelle Obama. 
Sono tanti i nomi e i volti che circolano in questo momento per i luoghi investiti da questa straordinaria ondata di visitatori, c'è chi giura di aver visto Madonna, Johnny Depp e Brad Pitt. I ben informati fanno inoltre sapere che proprio quest'ultimo è ospite in una lussuosa villa della zona.
L'attrazione resterà aperta fino al 3 luglio, sebbene in molti sperano, che dopo l'enorme successo riscosso, le date possano essere modificate, permettendo a chi non ha potuto godere ancora di questa meravigliosa esperienza raggiungere la località.  A essere sinceri anch'io spero che i tempi dell'esposizione possano essere protratti, mi piacerebbe molto  cimentarmi in questa straordinaria traversata, magari proprio al crepuscolo...

martedì 21 giugno 2016

Il made in China uccide

In un paese come il nostro dove il tasso di disoccupazione è in crescita e il reddito pro capite diminuisce sempre di più, bisogna prendere consapevolezza di un grande problema chiamato Made in China.
Comprare prodotti fatti in China indebolisce la nostra economia e mentre la popolazione italiana stenta a raggiungere il livello minimo di sussistenza altri paese si arricchiscono.
Cosa fare?
La risposta è semplice: BISOGNA RISCOPRIRE IL MADE IN ITALY.
Qualcuno avrà da obiettare che i prodotti italiani costano un po' in più, ma anche a questo c'è una risposta e l'unica vera grande spiegazione alla differenza di prezzo risiede nella qualità della merce acquistata.
Siete mai stati in un negozio di cinesi? 
Vi siete mai resi conto della puzza di plastica e di petrolio che si respira in quei posti? Direi che è paurosa!
Anche vivendo in una piccola realtà cittadina ho vicino casa dei negozi di prodotti 100% cinesi e a dire il vero non ne vado fiera.
Conosco persone che per aver acquistato dei cappelli sono finiti in ospedale. Non sto scherzando. Il classico berretto con visiera acquistato in un negozio di cineserie è risultato essere fabbricato con componenti tossici, un laboratorio di analisi ha certificato la presenza di materiali nocivi nella composizione del tessuto e la persona in questione ha visto venir via dalla propria testa una quantità decisamente preoccupante di capelli!
La guardia di finanza ha sequestrato il negozio in seguito alla vicenda e persino la merce contenuta all'interno disponendo ulteriori accertamenti. Stessa sorte è capitato a una signora che abita in un paese vicino al mio, finita in ospedale con un shock anafilattico per aver indossato un abito acquistato dai cinesi.
Cosa accade nella fabbricazione delle cosiddette cineserie?
E' sicuramente vero che ci sono prodotti cinesi fabbricati secondo etica seguendo l'impronta data dai grandi marchi e ci sono i prodotti cinesi realizzati in economia che finisco sulle bancarelle dei mercati di tutto il mondo e nei negozi cinesi che troviamo ormai sparsi in tutte le località.
Una volta ho visto in tv un programma realizzato dalla Rai, in cui veniva denunciata una marca di rubinetti che produceva questi prodotti in Cina, in seguito a delle segnalazioni la guardia di finanza ha scoperto che venivano realizzati con materiali di riciclaggio, ma senza effettuare una selezione per cui i rifiuti speciali venivano ugualmente fusi e utilizzati per la realizzazione di tanti oggetti, tra cui anche giocattoli per bambini.
Se ci pensate bene questo spiega come mai i prodotti cinesi costino così poco, oltre alla manodopera, infatti, anche i materiali impiegati sono a bassissimo costo, proprio perché non ne viene testata la sicurezza.
Personalmente evito di acquistare prodotti provenienti dalla Cina, non perché sia ricca e possa permettermi di spendere più soldi per l'acquisto delle cose, ma per semplice buonsenso.
Sono disoccupata e anche mio marito lo è. La mia personale visione della situazione è sicuramente razionale e mi piacerebbe riuscire a farvi capire il punto di vista corretto.
In Italia c'è molta disoccupazione perché non ci sono imprese che assumono e in effetti non ci sono imprese che assumono perché il made in Italy non esiste più, esiste il made in Chine e i pochi artigiani o le poche imprese serie che producono in Italia e che danno lavoro agli italiani devono tutti i giorni combattere con una concorrenza spietata. Se tutti comprassero il made in Italy le nostre imprese produrrebbero di più e avrebbero più bisogno di operai e quindi crescerebbe l'occupazione.
E' una cosa semplice da capire, non ci vuole una laurea in economia per rendersi conto della drammaticità della situazione!
E' sicuramente vero che occorrerebbero dei provvedimenti seri anche da parte del Governo, volto a garantire delle agevolazioni fiscali alle imprese che decidono di assumere italiani e che scelgono di produrre nei confini della nostra penisola. Purtroppo il nostro 'First Man' Renzi al posto di pensare a rilanciare l'economia e a creare posti di lavoro pensa alle Olimpiadi e a come finire sulla prima pagina dei quotidiani internazionali, non penso si sia mai visto un capo del Governo così Narcisista!
Si dice che in passato Luigi XIV, ovvero il Re Sole" pronunciò la frase  "L'État, c'est moi!" (Lo Stato sono io), ma stiamo parlando di un sovrano noto per aver instaurato una monarchia assoluta accentrando tutti i poteri dello Stato nella propria persona... sinceramente, scusate il paragone, ma è l'unica personaggio storico che per eccentricità si possa paragonare al nostro Presidente del Consiglio!
Tornando al made in Italy, posso solo aggiungere che se la tutela dei nostri prodotti non viene dalla classe politica al potere dobbiamo cercare noi cittadini di tutelarlo per il bene della nostra salute e del nostro paese.
Scegliere di comprare prodotti italiani è importante per il rilancio della nostra economia e per combattere la dilagante disoccupazione. Comprate merce italiana, ogni volta che potete, comprate ai saldi, comprate quando sono in offerta o semplicemente comprate 1 prodotto italiano buono al posto 2 prodotti cinesi di pessima qualità...

Io scelgo il made in Italy, fatelo anche voi, perché il made in Chine ci sta uccidendo!



lunedì 20 giugno 2016

Raggi - Appendino: I 5 stelle conquistano l'Italia


Fuori da ogni pronostico, dopo pochi anni dalla nascita del Movimento 5 stelle, l'Italia si schiera con due candidate pentastellate, così due giovani professioniste conquistano rispettivamente la capitale e quella che in passato lo fu!
Roma e Torino dimostrano di essere le roccaforti di un'idea di politica nuova, fatta di meritocrazia e di serietà.
Dopo le tristi vicende che hanno caratterizzato la storia di Roma, arriva una donna di legge al potere, pronta a stravolgere l'andazzo politico che ha ridotto quel che resta di un grande impero in una città abbandonata a se stessa.
In tempi non sospetti Piero Fassino ex sindaco di Torino disse "Grillo se ha da ridire sul mio operato faccia una lista e venga a prendersi il comune!" Oggi quella profezia che egli stesso aveva enunciato si è avverata e Chiara Appendino esponente del Movimento 5 stelle è il nuovo sindaco di Roma.
Questa è forse la prova che gli italiani si sono finalmente svegliati dopo anni di sudditanza?
Forse è troppo presto per dirlo, ma sicuramente la gente è stanca di tante, forse troppe tirannie da parte di una classe politica che tutela solo i propri interessi e quelli di una ristretta cerchia di amici.
A Milano trionfa l'uomo di Expo, sebbene esponente del PD, ma pensandoci bene forse anche in questo caso si può parlare di trionfo della meritocrazia perché nessuno può mettere in dubbio il successo della manifestazione messa in piedi l'anno scorso da Sala.
A Napoli è stato riconfermato De Magistris, mentre a Bologna Merola.
Il centrodestra conquista Trieste con Dipiazza, a Crotone la lista civica regala la vittoria a Ugo Pugliese.
A Brindisi trionfa il centro con Angela Carluccio, mentre Varese sceglie Galimberti.
La star di queste elezioni comunali è sicuramente Virginia Raggi, finita sui quotidiani di tutto il mondo per essere la prima donna eletta sindaco della capitale, per essere ora responsabile di una città molto più popolosa di alcune piccole nazioni.
67,15 % è la percentuale di voti ottenuta dalla candidata del Movimento 5 stelle, contro i 32,85% recuperati dal candidato PD, i dati parlano chiaro, Giacchetti è stato addirittura doppiato.
Cosa non ha convinto del candidato del Partito Democratico?
Roberto Giacchetti dal 2003 è vicepresidente della Camera dei Deputati, un incarico molto importante, ma ha solo un diploma di liceo scientifico.
Di professione è giornalista, ma inizia il suo percorso politico nel 1979 con i Radicali, nel 1989 passa ai Radicali Trasnazionali e poi a Verdi. Nel 2001 si unisce alla Margherita di Rutelli (proprio ex sindaco di Roma) e nel 2007 entra nel PD.
Dopo questo breve ritratto del passato politico di Giacchetti forse possiamo capire perché i romani abbiano preferito un volto nuovo, una giovane professionista laureata in giurisprudenza all'Università di Roma Tre, con una carriera politica iniziata nel 2011 proprio con il Movimento 5 stelle quando, con 1525 preferenze, è stata eletta consigliera comunale.
Il leader della Lega, Matteo Salvini, ribadisce che la sconfitta del PD in queste elezioni comunali sancisce il malcontento degli italiani nei confronti di Matteo Renzi, un capo del Governo mai eletto, ma imposto dalla classe politica al potere.
Se sia vero o meno staremo a vedere, naturalmente Renzi, come ogni politico che si rispetti, prende le distanze da queste sconfitte, riservandole ai candidati e non al PD. Come si suol dire 'la colpa è sempre degli altri', peccato che i candidati li ha scelti proprio il PD!