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venerdì 3 luglio 2015

La vita è quello che ti accade quando sei impegnato a fare altro

Qualcuno una volta disse "La vita è quello che ti accade quando sei impegnato a fare altro"... se ripenso a tutta questa vicenda, forse mi rendo conto che proprio quel qualcuno aveva ragione!
Avevo cercato in tutti i modi di rimediare un provino o una partecipazione da qualche parte e quando ormai avevo deposto ogni speranza mi si presentò un'occasione, più unica che rara.
Era un giorno come tanti, ero appena tornata da scuola e a dire il vero stavo ancora pranzando. Squillò il telefono di casa con insistenza e sbuffando andai a rispondere. Dall'altro capo del telefono c'era un ragazzo gentile che si presentò come uno dgli autori di un famoso programma che andava in onda sulle reti nazionali. Pensai che fosse qualcuno che mi stesse facendo uno scherzo e risposi anche un po' seccata. Stavo per chiudergli il telefono in faccia quando disse qualcosa che mi convinse sulla veridicità del contatto. Non potevo crederci, la mia espressione dura e dubbiosa si trasformò in un lieto e gioiso sorriso.
Riattaccai solo quando il mio pigmaglione mi promise di mandarmi via mail i dettagli sulla mia partecipazione al programma tv.
Mi aveva scelta per caso, rovistando fra i vari siti internet. Cercavano una ragazza che sapesse pèarlare in pubblico ma che non fosse famosa, una che sapeva sfidare le telecamere senza dimostrare padronanza del mezzo, una che sapesse conquistare il pubblico ma che non fosse mai apparsa sulla tv nazionale.
Ero lusingata di essere stata scelta fra migliaia di ragazzi e non vi dico la mia autostima che livelli raggiunse... mi sentivo padrona del mondo e incredibilmente felice.
Non fu facile far accettare la cosa alla mia famiglia da sempre scettica sulla bontà e sull'onestà del mondo dello spettacolo. Riuscii a trattare con loro e in cambio della super vigilanza di mia fratello ottenni il permesso di raggiungere gli studi televisivi dall'altro capo della nazione.
Arrivai all'aeroporto gasata, quando andai allo sportello per ritirare il biglietto aereo a mio nome mi sentivo una star e l'eccitazione crebbe quando l'operatore che mi fornì il documento di viaggio pronunciò il nome di chi aveva provveduto a mandarlo.
Ricordo che c'era tantissima gente in coda dietro di me e il sentire parlare di trasmissioni televisive suscitò l'interesse di tutti. All'improvviso ero popolare in tutto l'aeroporto, tutti mi guardavano con ammirazione. Mi sembrava tutto così strano e tutto così bello. Mi sentivo per la prima volta bene con me stessa, per la prima vlta ero un cigno non il solito brutto anatroccolo.
Oggi mi rendo conto che tutta quella ammirazione derivava dal fatto che vengo da una terra lontana anniluce dal mondo dello spettacolo. In uno sperduto paese di campagna del sul Italia la vita è diversa da quella delle grandi città e anche la gente che transita nel nostro piccolo aeroporto è diversa da quella che incontri nei terminal delle grandi città.
Volai verso la grande città carica di aspettative che non furono deluse.
Una macchina della produzione venne prendermi e un autista mi scortò nello stupore generale della gente che mi stava intorno che probabilmente si chiedeva "Ma chi cazzo è questa?".

giovedì 2 luglio 2015

Riflessioni di un passato presente

Certe volte mi chiedo perchè il mondo è arrivato a essere così spietato e così corrotto. Se mi guardo intorno mi rendo conto che tutti gli ambiti sono stati contaminati da un clientelismo dilagante che ha finito per rendere la nostra nazione lo zimbello del mondo.
Si parla di democrazia, ma non sono sicura che in Italia vige questa forma di potere, in 36 anni della mia vita ho visto solo pochi eletti decidere la sorte delle persone, il loro insidacabile giudizio ha determinato il corso degli eventi. Alla luce della mia lunga e variegata esperienza posso dire con estrema sincerità che l'Italia è un paese governato da un'oligarchia di gente meschina e corrotta.
In tutti gli ambiti gente incompetente investita da un potere che hanno ereditato o acquisito leccando i culi dei potenti decidono le sorti di persone comuni che lottano ogni giorno per sopravvivere e che lavorano per mandare avanti questo immenso carrozzone.
Ho talemente tante cose da raccontare che non so se restare sul tema dei casting e della televisione o spostare l'attenzione sui concorsi pubblici e le selezioni per un posto di lavoro.
Mi chiedo cosa possa attirare maggiormente l'attenzione del lettore, ma trattandosi di un blog che è ancora agli inizi forse è meglio restare su temi più leggeri.
Torniamo quindi ai casting e ai programmi tv.
In Italia viene trasmesso un importante quiz a premi, uno a cui tutti ambiscono perchè si tratta di un comune giocherello in cui non occorre avere una preparazione per vincere, basta avere un po' di fortuna, ma soprattutto basta conoscere le persone giuste.
Ho fatto i casting per partecipare al programma diverse volte, ho fatto km per raggiungere i luoghi prestabiliti, ho sfidato code interminabili di persone armate di speranza e di pazienza, ma per cosa?
In studio sono stati ammessi concorrenti che non hanno mai affrontato lo stress delle selezioni, persone che tramite conoscenze si sono accaparrati migliaia di euro a scapito di chi ha creduto nell'onestà del programma e lo ha seguito puntata dopo puntata, mentre quella stessa gente che doveva regalare loro una speranza si prendeva gioco di tutti i telespettatori percependo degli onorari più che consistenti.
Ora che ci penso forse anch'io una volta sono finita nel girone degli eletti e fu per caso.
Mi ero iscritta online a un concorso che si svolgeva per lo più per cia telematica. Avevo inserito la mia scheda e avevo messo delle foto in costume e figura intera scattate con la complicità di mio fratello che ogni tanto dopo migliaia di richieste si prestava a scattarmi qualòche foto nel salotto di casa mia. Sceglievo sempre il salotto perchè era la stanza più bella della casa in cui potevo avere uno sfondo uniforme piazzandomi davanti alla parete vicino al camino.
Avevo compilato scrupolosamente la scheda di partecipazione prestando molto attenzione alle risposte da fornire per suscitare la curiosità di eventuali lettori. Per una volta i miei sforzi non furoni vani...
Un giorno quando meno me l'aspettavo accadde qualcosa di strano...

mercoledì 1 luglio 2015

Spot pubblicitari

In quella selezioni vidi per la prima volta uno spaccato della società italiana, le stesse situazioni di corruzione e di degrado societario le ritrovai anni dopo quando mi affacciai al vero modo del lavoro, quello in cui cerchi di conquistare una posizione che corrisponde al profilo professionale che ci si è costruiti con impegno e dedizione alla materia.
In quella sede fui licenziata con un “Le faremo sapere, tipico di chi ti sta scaricando ma cerca un modo elegante di mandarti a quel paese”.
Tornai a casa delusa, quello che per anni non avevo voluto vedere abbagliata dalle luci e dai riflettori dello spettacolo lo avevo vissuto sulla mia pelle e come un cane bastonato ero costretta a lasciare la mia posizione per una più attinente alla realtà ma molto più difficile da accettare.
Cosa volevo che fosse realmente accaduto dopo quel giorno non lo so, ma il mondo fatato dello spettacolo non mi sembrava più così scintillante.
Il tempo si sa è la migliore medicina per guarire le ferite e proprio di tempo ebbi bisogno per incassare il terribile colpo. Trascorse quasi un anno, poi fui tentata dalla pubblicità a partecipare nuovamente a un concorso di bellezza. Pensavo che cambiando regione avrei vissuto un’esperienza diversa da quella che avevo avuto, ma mi sbagliavo di grosso. Personaggi loschi si aggiravano intorno allo "stormo" di ragazze arrivate da tutta la regione, parenti e genitori argogliosi della propria prole discutevano animatamente i risultati definitivi delle selezioni, persone di ogni tipo criticavano le partecipanti sognando di essere al posto di ciascuna di loro.
Quella fu l’ultima volta che salii in passerella, ne avevo avuto davvero abbastanza.
Quando decidi di partecipare ai casting pensi che sarà come fare una chiacchierata con delle perosne che non conosci, ma in realtà la tensione cresce minuto dopo minuto quando sei nei corridoi a passeggiare nervosamente aspettando il tuo turno.
Ora non ricordo quale fu il casting immediatamente successivo, ma ricordo che ne feci uno per realizzare uno spot pubblicitario sui capelli.
L'annuncio parlava chiaro: cercavano una figura femminile che avesse capelli belli, forti e rigogliosi da mostrare in tv all'intera nazione per convincere le persone a comprare un determinato prodotto.
Ho sempre avuto i capelli lunghi e più o meno belli.
Mi ero fatta 6 ore di macchina per giungere sul luogo prestabilito e altrettante ne avrei dovute fare per tornare a casa. Avevo passato la notte a lisciare i capelli e la mattinata a tentare di realizzare un trucco decente.
Come ogni casting che si rispetti l'occasione aveva richiamato una fila interminabile di ragazze, tutte molto belle, tutte truccate e pettinate come star, tutte animate dallo stesso desiderio di essere le elette.
Mentre attendevo il mio turno in piedi seguendo una fila ordinata vidi arrivare una ragazza che aveva al seguito tutta una serie di persone... era diversa dalle altre, aveva un'aria spavalda e trasmetteva una tale sicurezza di se che quasi mi intimoriva. Non aveva dei bei capelli, erano crespi e visibilmente sfruttati dalle decine di tinte che negli anni aveva fatto. Era magra da far paura, sfoggiava borse e scarpe delle migliori firme della moda, se metto insieme il valore delle cose che portava addosso penso di arrivare a una cifra che supera di gran lunga quanto guadagno in un anno.
La ragazza non seguì la fila, si fermò poco prima dell'inizio, ci guardò con aria di superiorità, poi scambiò qualche parola con le persone che erano al suo seguito e una di loro si avviò verso la scrivania della "giuria". Qualche istante dopo la ragazza fu invitata a raggiungere la postazione.
Mentre a ogni candidata veniva fatta una foto e veniva concesso qualche minuto per presentarsi, a lei vennero scattate tutta una serie di foto (sembrava che stessero già effettuando il servizio fotografico) e per lei non fu necessario alcuna presentazione.
Dopo quella scena avrei voluto andr via, ma spettai ancora il mio turno, avevo fatto tanta strada e pensai che valesse la pena almeno presentarmi. Raggiunsi la postazione riservata alle concorrenti circa un'ora dopo, avevo il cuore in gola, ma a nessuno della giuria importò, perchè a quanto pare erano impegnati a fare altro. Risposi alle domande che mi vennero avanzate da una donna mentre il resto delle persone sedute dietro quella scrivania restava a testa bassa facendo i cavoli propri. Fui licenziata con un "Le faremo sapere" ma sapevo che non avrei sentito nessuno nei giorni a venire. Quando venne il momento lo spot fu realizzato e guardando la tv ebbi la conferma che la ragazza scelta era la stessa che aveva ricevuto il trattamento di favore ai casting. Le avevano rifatto il trucco, cambiato il colore e il taglio dei capelli, ma era lei, l'avrei riconosciuta fra mille...
Ora capivo perchè aveva quell'aria spavalda e sicura di sè, sapeva già di aver vinto...

martedì 30 giugno 2015

I Casting

Una volta si diceva che la strada per il successo è lastricata di dolore...ma per esperienza posso dire che in Italia la strada per il successo è composta da una moltitudine di letti in cui infilarsi. Non credo alla favola della brava ragazza spinta dalla necessità, della donna usata malgrado la sua volontà, vedo un branco di spietate arriviste disposte a tutto pur di ottenere ciò che vogliono, queste persone non provano dolore per ciò che fanno, altrimenti si comporterebbero in modo diverso. Ho avuto tante opportunità di entrare nel club delle elette, ma le ho rifiutate, vivo di sacrifici e di onestà. La mattina mi alzo alle sei e lavoro 8 ore per portare a casa un misero stipendio, la mia amica non ha bisogno di lavorare, la mia amica non deve fare il calcolo di ciò che prende quando va a fare la spesa per vedere se ha abbastanza soldi per pagare, ma la mia amica ha ceduto a quel che la società italiana malata le ha proposto.
Concorsi di bellezza e ancora concorsi di tutti tipi, selezioni su selezioni... di cosa vogliamo parlare adesso?
Vi parlerò di casting e dei mille che ne ho fatti per partecipare come concorrente, come valletta o come protagonista di reality show...
La televisione è un mondo strano, è un luogo tutto diventa fantasticamento vero, anche quello che stentavi a credere.
Ho lavorato per tutte le emittenti televisive nazionali, naturalmente non da protagonista del piccolo schermo, ma come semplice e comune figurante. Ma chi sono i figuranti? I figuranti possono essere di due tipi:
-  poveri disgraziati che sognano una carriera in campo artistico e per svariati motivi non riescono ad affermarsi
- gente comune senza alcuna ambizione nel settore ma essendo disoccupati e disperati si accontentano di un qualsiasi impiego pur di portare a casa qualche soldino.
Quali sono le competenze del figurante?
Essenzialmente nessuna, il figurante deve semplicemente ridere e sorridere sempre e comunque, qualsiasi cosa accada. Si fa tutto a comando: c'è una figura preposta alla scelta dei comandi da eseguire e ci sono una serie di meri esecutori.
Ma torniamo ai casting, dell'attività di figurante ne parleremo più avanti, quando avrò spieagato prima come vengono selezionati la quasi totalità dei soggetti che vedete in tv quotidianamente.
Il mio primo casting fu per un programma televisivo in cui occorreva essere particolarmente telegenici e aggiungerei anche particolarmente "zoccole"! Bisognava saper ridere e sorridere sempre mostrando a tutti delle abilità artistiche, seppur inesistenti ma esibite con "puttanesca" mastria...
Partii da Siena all'alba per recarmi nel luogo della selezione. Riconobbi il posto dall'enorme fila di ragazze in minigonna accalcate davanti a un rudimentale capannone.
La maggior parte degli studi televisivi hanno le sembianze di capannoni industrili, sono strutture semplici e grezze, in cui vengono montate in un secondo momento delle scenografie che rendono l'idea di luoghi meravigliosi.
Per i casting non erano state allestite scenografie, quindi il luogo si prensentava come un semplice, squallido e polveroso capannone.
Erano stati messi in un angolo dei banchetti in cui delle signore vestite bene distribuivano dei modelli da compilare, veniva richiesto oltre alle generalità anche qualcosa di più personale ( ambizioni, sogni e predisposizioni artistiche).
L'esercito delle aspiranti prescelte era rigorosamente in abiti succinti, tutte vistosamente truccate e pettinate... sembrava un esercito di mignotte e non escludo che molte di loro lo fossero, ma non di professione, probabilmente solo di animo!
Mentre ero in fila notai numerosi conduttori televisivi, registi e tecnici audio/video che si aggiravano fra le ragazze con maliziosa curiosità. Molte ragazze colsero l'occasione di una foto per scambiare qualche chiacchiera e per fornire il proprio numero di cellulare...
Avete mai visto il tanto criticato "Ricordati di me" di Gabriele Muccino?
E' proprio questo quello che succede ai casting, il sorriso in più, la disponibilità ed ecco aprirsi le porte del paradiso...
Che si tratti di casting per reality show, talent show, per spot pubblicitari o per diventare concorrenti di quiz a premi la chiave per superare ogni prova è sempre quel sorriso in più e quella disponibilità che fa comodo un po' a tutti i protagonisti della vicenda, non ci sono vittime e carnefici, ci sono maniaci sessisti o porci patentati e prostitute di indole o di professione, che fanno del proprio corpo e delle proprie abilità sessuali la  garanzia per il successo.

lunedì 29 giugno 2015

Titoli e titolati

Avevo sete di vendetta, volevo dimostrare a quel ragazzo che valevo molto più di quanto lui credesse e così decisi di salire in passarella una seconda volta. Concordai con l'organizzatore la selezione e feci l'errore di lasciargli il mio numero di cellulare, l'appuntamento era in una discoteca molto famosa in città a fine mese. Mancavano quasi tre settimane alla sera in cui avrei potuto avere il mio riscatto, così decisi di rimettermi a dieta per poter reggere la competizione.
Inizia a mangiare sempre di meno, ma niente più sciroppo alla gramigna, lo sostituii con una dose giornaliera abbondante di anticellulite!
Arrivai alla selezione che pesavo meno di 50 kg e per una persona alta più di un metro e settanta forse è davvero poco!
Mi sentivo più sicura di me, avevo raggiunto il peso desiderato, avevo un vestito da sera da sfoggiare e un costume da bagno appena comprato (solo dopo capii che non sarebbe stato necessario, perchè in questo tipo di concorso i costumi da bagno li fornisce lo sponsor).
Con me avevo portato un amica di università, una ragazza un po' strana ma con il debole per la moda e il mondo dello spettacolo.
Quella sera in discoteca speravo di trovare quel ragazzo che era sparito nuovamente dalla mia vita senza darmi alcuna motivazione e che non aveva mai risposto ai miei messaggi.
Fra tanta gente venuta da tutta la città lui non c'era e per me fu come una doccia fredda nella tranquillità della notte.
A differenza degli altri concorsi questo era molto ambito e di partecipanti ce ne erano davvero tante. Mi sentivo terribilmente a disaggio, avevo intorno a me delle ragazze bellissime, tutte molto preparate, avevano frequentato corsi di dizione, di recitazione, di portamento, sapevano ballare, cantare e sfilare... mi sentivo goffa nel mio costume intero sebbene fossi stata truccata e pettinata da parrucchieri esperti partners della manifestazione.
Riuscii appena a camminare sul famiggerato tappeto rosso, ma lo feci per la maggior parte del tempo a testa bassa, un po' perchè non mi sentivo all'altezza della competizione, un po' perchè ero terribilmente triste.
Niente riuscì a risollevare il mio umore, nemmeno l'essere arrivata senza alcuna partecipazione emotiva fra le prime 10 classificate.
La mia amica al contrario era perfettamente a suo agio e non mancò di cogliere le attenzione di quell'uomo che aveva insistito affinchè partecipassi alla competizione.
Col tempo seppi che diventò la sua fidanzata per un breve periodo e questo le valse il titolo del concorso a livello regionale.
Quella sera capii che ero stata una stupida a salire su quel palco e che forse era il caso di voltare pagina.
Non so se qualcuno di voi ha mai partecipato a un concorso di bellezza, è un po' come una catena di Sant'Antonio, è un continuo peregrinare da un luogo all'altro, da una selezione all'altra. Ne fai una e sei obbligata a farne altre, gli organizzatori devono garantire uno spettacolo completo ai locali  e alle piazze ospitanti la manifestaziomne per cui occorrono una moltitudine di ragazze pronte a mostrare in pubblico le proprie abilità incuranti delle numerose critiche che arrivano da tutti i fronti.
Dopo quella sera avevo deciso di chiudere con i conconrsi di bellezza eppure non mi rendevo conto che non sarebbe stato così facile come pensavo.
L'organizzatore aveva il mio numero di telefono, il mio indirizzo, la mia scheda e sapeva ormai tutto di me.
Iniziò a chiamarmi a tutte le ore invitandomi ad altre selezioni e ad altri eventi. Declinai ogni suo invito, così le chiamate divennero sempre più frequenti e sempre più lusighiere.
Arrivai a essere ammessa alle selezioni regionali senza aver mai superato le provinciali, mi chiamò addirittura sul numero di telefono di mia nonna, come lo avesse ottenuto resta ancora un mistero per me, poi non ricevendo alcun riscontro positivo divenne sempre più esplicito.
Iniziai a trovarlo sottocasa, si presentava come se fosse capitato lì per caso, ma sapevo bene che conosceva ormai gli orari delle mie lezioni e sapeva bene quando e come tornavo a casa.
Mi fece svariate dichiarazioni d'amore, cercò di farmi dei regali, per non contare tutti i mazzi di fiori... poi forse esasperato per il fallimento continuo delle sue imprese mi illuminò su quella che sarebbe stata la mia carriera artistica se solo avessi scelto di diventare una delle sue "fidanzate" e infine mi parlò della mia amica, di quella ragazza con cui andavo all'università e che aveva scelto di fare con me la prima selezione del concorso.
Quel teatrino andò avanti per più di un anno, poi pian piano le telefonate si diradarono e anche i pedinamenti diminuirono, fino a quando quel piccolo uomo investito da un grande potere si arrese e rivolse la sua attenzione su altre ragazze più giovani, più belle e soprattutto più disponibili. Non vidi più la mia amica all'università, la incontrai solo molti anni dopo per le vie di Roma, quando ormai era diventata una nota showgirl, fece finta di non conoscermi e io feci altrettanto... capisco bene che non le erano più necessari i miei appunti o la mia compagnia, ormai era una donna ricca e potente, mentre io e i miei sani principi abbiamo continuato e continuiamo a vivere una vita normale ricopendro un ruolo anonimo in una società corrotta.

domenica 28 giugno 2015

Altro concorso, stesso scenario

Portavo con me un abito indossato per le grandi occasioni, le scarpe col tacco prese in prestito da mia sorella e un costume appena comprato per far bella figura in passerella.
Il concorso di bellezza prevedeva oltre alla sfilata anche una prova artistica, ma non sono mai stata tagliata per la musica nè tanto meno per la danza, così ebbi l'infelice idea di recitare una poesia breve ma intensa che meglio rapprensentava il mio stato d'animo in quel momento... mi sentivo sola per cui la scelta ricadde su "E' subito sera" di Quasimodo... Oggi mi rendo conto che fu senz'altro inappropriato considerando il pubblico che avevo davanti. Tutti mi guardarono allibiti e dalla platea si sollevò una voce "...ma china cazzo è su Quasimodo?"
La prima fascia fu conquistata da una ragazza il cui padre aveva contattato nel pomeriggio tutti i giurati, ma io ero felice lo stesso perchè in mezzo a tutta quella gente avevo conquistato una terza fascia senza chiedere aiuto a nessuno e a far crescere la mia autostima avevo contribuito un signore del pubblico che intervistato dal conduttore su chi fosse la sua preferita  aveva asserito "Er numero nu mo ricordo ma c'aveva er vestito rosso" : solo io indossavo un abito rosso!
Altro concorso, altre persone, altri dirigenti, altro staff, ma identico quadretto: solita fila di mamme frustrate che portano le proprie figlie per avere un riscatto sociale, solita fila di maniaci pronti ad assaltare le concorrenti più ambiziose, solite ragazze represse in cerca di marito!
Avevo raggiunto la maggiore età, per cui potevo partecipare senza l'obbligo di un accompagnatore e in effetti i miei erano allo scuro di tutto.
Erano gli anni dell'università. Avevo inseguito il mio primo amore e con un notevole sforzo ero riuscita a frequentarlo, peccato che oltre a me frequentava chissà quante altre ragazze!
La mia insicurezza cresceva giorno dopo giorno così volevo farmi notare: è incredibile quante cose stupide si fanno per amore!
Avevo incontrato per caso una persona molto influente, mentre aspettavo che quel ragazzo speciale venisse a prendermi.
Ero sottocasa vicino l'università, era giugno inoltrato, faceva caldo e indossavo un abito un po' striminzito, avevo passato l'intera mattinata a prepararmi e avevo addirittura dormito con i bigodini (messi tra l'altro da sola e fermati con degli spaghetti perchè dalla fretta di portarli via da mia madre senza farmi scoprire avevo dimenticato i beccucci!)
Una macchina sportiva a gran velocità sfrecciò sotto casa, poi a un tratto frenò, fece retromarcia in curva e si fermò sul ciglio della strada. Un uomo giovane e dall'aspetto molto distinto si presentò. Mi accorsi subito che nonostante le dimensioni dell'auto era "di piccola taglia" (alla luce delle mie letture di Tolkjen potrei dire che era un hobbit, la forma delle orecchie lo testimoniavano) scese dall'auto, attraversò la strada e mi venne incontro. Si presentò come l'organizzatore di un famoso concorso nazionale e come responsabile di una nota agenzia di modelle, mi riempì di complimenti e infine mi lasciò un biglietto da visita su cui annotò il suo numero di cellulare sfoggiando uno dei suoi sorrisi a 34 denti!
Avevo aspettato il mio primo amore per ben due ore sotto il sole, non era venuto e non aveva neppure telefonato. Non sapevo spiegare il suo comportamento e nonostante mi sforzassi non trovavo una valida motivazione. Ancora oggi non so con certezza perchè non si presentò, ma dentro di me si faceva spazio l'idea che aveva trovato qualcosa di meglio da fare che stare in compagnia di una sciocca ragazzina innamorata. Allo scadere della terza ora di attesa invano tornai a casa in lacrime, mentre mi cambiavo d'abito mi capitò tra le mani il biglietto da visita di quell'uomo, così la disperazione mi spinse a chiamare.

mercoledì 24 giugno 2015

I concorsi di bellezza: insane fiere!

Perchè una ragazza decide di partecipare a un qualsiasi concorso di bellezza?
In tanti si pongono questo quesito e sebbene io non abbia una certezza assoluta posso cercare di dare una risposta, raccontare con estrema sincerità la mia esperienza e spiegando le mie motivazioni.
Ciò che mi ha spinto verso quella " insana fiera" è stata sicuramente una profonda insicurezza. 
Uso il termine "fiera" perchè non ne trovo un altro più adatto a indicare ciò che ho visto peregrinando da un luogo all'altro dell'Italia e passando da una passerella all'altra in tanti concorsi di bellezza...
Non delle moderne fiere quelle che si vedono adesso belle e organizzate, quegli eventi mondani attesi da anno in anno, da questo modello siamo ben lontani! 
I concorsi di bellezza sembrano delle enormi "antiche fiere di animali" quelle dove i contadini e i pastori di un tempo portavano pecore, mucche, muli, capre e ogni sorta di animale...
Una volta si diceva che per verificare la qualità dell' animale e se lo stesso era abbastanza giovane da valere l'investimento occorreva controllare i denti: nei concorsi di bellezza si controllano le gambe e il livello di cellulite raggiunto!
Non dimenticherò mai quando in una selezione in Toscana uno degli organizzatori dopo aver scelto le fortunate ammesse alla prima fase del concorso disse "A tutte voi dico di mettervi a dieta e di fare un po' di sport. Ho visto troppa cellulite, prendete provvedimenti, altrimenti farò i nomi di quelle messe peggio...  Non mi costringete a farlo!"